Quattro i primi cittadini che come da pronostico sono stati riconfermati alla guida della proprio paese: i borgomastri di Barzio e Pasturo, rispettivamente Andrea Ferrari e Guido Agostoni e le due signore dell’alta valle, Pina Scarpa a Casargo e Marisa Fondra a Taceno che approdano addirittura al terzo Mandato, reso possibile dal nuovo intervento normativo proprio alla vigilia delle elezioni. Meno scontate le vittorie di Valerio Benedetti a Cortenova, ma soprattutto di Maria Cristina Coppo e Nicola Fazzini a Pagnona e Premana, espressione entrambi dei comitati per la salvaguardia dei torrenti.
Gli introbiesi hanno invece affidato il proprio paese alla squadra di Adriano Airoldi, impegnato in un’inedita gara a tre. Vendrogno sceglie la linea della continuità con l’elezione di Cesare Galli. A Margno vittoria per Giuseppe Malugani in una gara a due, a cui curiosamente non ha preso parte il primo cittadino uscente Massimiliano Malugani. A Parlasco affermazione per Renato Busi che, unitamente all’amministrazione del suo comune, si è speso in prima linea per la presunta morente Unione dei comuni.
A Cassina, Moggio e Primaluna si è notata la difficoltà nel creare proposte elettorali alternative: con la sola propria lista sulle schede elettorali sono stati riconfermati Roberto Combi, Graziano Combi e Mario Artusi Clomoroso invece il caso di Esino Lario con il commissariamento, a causa dell’assenza di candidati alla guida del comune.

Il rinnovo degli organi in seno all’assemblea della comunità Montana è giunto solo a settembre, a distanza di mesi dall’espressione del voto dei cittadini. L’accordo politico è stato trovato prima delle urne, si è dunque presentata all’assemblea dei delegati un’unica lista a a guida condivisa Signorelli/Agostoni promossa all’unanimità.
A scuotere il nuovo assetto della politica locale del centro valle giunge l’annuncio del sindaco di Introbio che decide di abbandonare l’Unione dei comuni Strada sulla quale lo seguirà il primo cittadino di Taceno, Marisa Fondra, dopo esserne entrata solo pochi mesi prima. Una tempesta politico amministrativa locale di cui non mancheranno capitoli anche nel 2015, se da un lato infatti l’uscita di Taceno è meno problematica perchè il comune ha esordito nell’ente consociato solo pochi mesi fa, ben diverso il caso di Introbio – tra i fondatori – e che è storicmente un membro forte dell’ente, anche a luce dei molti servizi che offre il paese e della centralità geografica nel centrovalle.
Il 2014 è stato l’anno della riforma Delrio, una serie di provvediementi tesi a ridurre ulteriormente i finanziamenti per la spesa pubblica, tra i quali un ulteriroe giro di vite sul numero degli eletti e la riduzione anche delle giunte comunali con la conseguenza che – con solo 3 assessori – diverse decisioni vengano prese a porte chiuse e con numeri minimi, specialmente quando al tavolo sia assente uno degli eletti.
A livello provinciale terremoto annunciato con i cittadini che salutano il voto alla Provincia; sopravissuta come ente di secondo livello, nel nuovo consiglio a maggioranza PD non trova posto alcun valsassinese.