BARZIO – Assemblea frizzante questo pomeriggio in Comunità Montana Valsassina, con una ventina di sindaci o delegati di Comuni presenti e sul tavolo un autentico macigno come la questione della (presunta) accoglienza di un nuovo contingente di richiedenti asilo nella frazione di Maggio. Tema questo, sollevato da un’interrogazione dell’amministrazione di Cremeno, talmente sentito da far cadere il rappresentante di questo municipio Luigi Carissimi in una espressione infelice (“Siamo già pieni di negri, ne abbiamo 130“). Un concetto del tutto politically uncorrect, al punto da spingere il presidente dell’assemblea Ferruccio Adamoli a “condannare il termine utilizzato da Carissimi”.
Ma al di là della forma, c’era da dibattere l’eventuale nuova accoglienza nella stessa località che già ospita per l’appunto oltre cento migranti, alle Casere. Il presidente della CM Carlo Signorelli ha chiarito per punti che esiste la disponibilità della proprietà dell’albergo del Cacciatore ad accogliere un nucleo di profughi ma che quella struttura al momento non è in possesso dei requisiti necessari non avendo partecipato all’apposito bando. Di contro, “in caso di nuovo bando” l’albergo potrà partecipare (se ritenuto idoneo) ma la Comunità Montana non darà il via libera all’accoglienza a Maggio, considerando che la frazione abbia già dato abbastanza in questo senso.
Si è parlato poi di altri temi, in particolare dell’arrivo della nuova banda internet ultralarga – con la sottoscrizione unanime dei Comuni presenti di un apposito protocollo d’intesa.
L’assemblea ha registrato infine il “debutto” in aula dei sindaci di Barzio Andrea Ferrari (subentrato al ‘transfuga’ Samuele Viganò) e di Vestreno Mauro Bazzi.