VALSASSINA – Nel nostro territorio, la presenza di unità abitative non occupate (molte sono “seconde case“) è particolarmente rilevante e rappresenta una parte significativa del patrimonio immobiliare.
Alcuni dati chiave evidenziano questa situazione, mettendo “in classifica” le località con le percentuali più eclatanti:
Moggio: 2074 abitazioni non occupate su un totale di 2320, con un’incidenza del 89,4%
Casargo: 1912 abitazioni non occupate su 2326, pari all’82,2%
Barzio: 2604 abitazioni non occupate su 3251, con un’incidenza dell’80,1%
Numeri che mostrano come la maggior parte delle abitazioni in questi Comuni (e non solo) siano seconde case o comunque non siano utilizzate in modo permanente. Complessivamente, la Valsassina si distingue per un’elevata concentrazione di case destinate a villeggiatura o affitti brevi, spesso utilizzate stagionalmente, soprattutto durante l’estate e l’inverno.
Aspetto rilevante dal punto di vista della fiscalità locale è il contributo (obbligatorio) dei municipi al famigerato Fondo di solidarietà comunale, con lo Stato che incassa cifre enormi dai borghi turistici e ne restituisce “le briciole”.
Solo Casargo – Comune di appena 800 abitanti – versa 300mila euro all’anno al famoso FSC.
RedEco