LECCO – “Quando avevo bisogno della droga andavo nei boschi e lì trovavo gli albanesi che la vendevano”; “Non sapete che in Valsassina gira tanta droga?”; “Ci sono persone che salgono a Bobbio tutti i fine settimana per vendere la droga”. Sono alcune delle deposizioni dei testimoni al processo nei confronti di un albanese di 43 anni, Samir B., residente in Valsassina e arrestato nel 2022 nell’operazione “Drug Valley” della Squadra Mobile di Lecco.
Delle cinque persone arrestate, quatto hanno chiuso il conto con la giustizia in sede di udienza preliminare, mentre Samir B. ha optato per il rito ordinario, respingendo le accuse.
Oggi sono stati sentite in aula davanti al giudice Bianca Maria Bianchi e incalzate dalle domande del PM Chiara Stoppioni alcuni testimoni, uno addirittura accompagnato dai carabinieri visto che nella precedente udienza non si era presentato.
E proprio quest’ultimo, con un atteggiamento abbastanza distaccato, ha ricostruito lo spaccio in Valsassina, fatto alcuni nomi, raccontato le modalità cui si approvvigionava. “Dopo il lavoro andavo sotto casa di un albanese, suonavo il clacson, lui si affacciava e poi mi buttava in un cellophane la cocaina e vicino una molletta, dove attaccavo i soldi e la ributtavo sul balcone del primo piano”. Una modalità inconsueta la tecnica della molletta, ma sono anche altre le modalità di spaccio tra Moggio, Barzio e Introbio, oltre ai boschi c’era il porta a porta.
L’imputato, sentito dal giudice Bianchi, ha ricostruito i legami con la Valsassina, fin dal suo arrivo nel 2018, poi l’attività che svolgeva e respinto i fatti a lui contestati. Nel processo – visto i nomi che sono stati fatti nell’udienza odierna – saranno sentite altre persone, alcune insospettabili, così il giudice Bianchi ha aggiornato l’udienza.
RedGiu
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