Il 31 maggio 1982 l’esploratore se ne andava colpito da un infarto. Per la prima volta, a distanza di 30 anni, viene allestita una mostra su Carlo Mauri dal titolo E=CM30. Realizzata da Paolo Vallara e dalla famiglia dell’alpinista, l’iniziativa vuole rendere omaggio al Bigio, con le cartoline da lui scritte, le foto (circa 15mila), otto libri che racchiudono tutti i suoi diari di viaggio e un gigantesco mappomondo di tre metri di diametro che raffigurerà i viaggi più celebri di Mauri. "Se fosse vissuto ai giorni nostri sarebbe stato un blogger prolifico – dichiara Vallara -: le sue cartoline erano scritte con pensieri brevi, un po’ come dei moderni tweet".
"Il ricordo delle imprese di mio padre non vuole essere una celebrazione delle sue scalate o delle sue avventure – segnala invece la figlia Francesca Mauri – ma è un modo per conoscerlo come uomo, in aspetti che finora sono stati sconosciuti ai più. Non è statofacile essere la figlia di Carlo Mauri, molti si aspettavano grendi cose da noi, soprattutto nell’alpinismo".
Nella mostra, aperta al pubblico tutti i giorni dal 10 al 25 novembre, si potranno quindi conoscere meglio i retroscena delle spedizioni sul Rio delle Amazzoni e in Antartide, la traversata dell’Oceano Atlantico su una barca costruita interamente in papiro, il viaggio a cavallo su cui è stata ripercorsa la Via della seta e i viaggi in Russia in cui Mauri sperimentò la tecnica chirurgica di operazione alle ossa delle gambe studiata dal medico Gavril Ilizarov. La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 18 alle 22 e nel week end dalle 11.30 alle 22. Per maggior informazioni: 3396185655.
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